GIÀ CHIAMANO IN AIUTO LA CHIMICA…

GIÀ CHIAMANO IN AIUTO LA CHIMICA…

Il restauro da bottega a laboratorio scientifico e pratica di cantiere. Conferenza internazionale - CALL FOR ABSTRACTS! Deadline 9 luglio 2023

Pubblicato: 14 maggio 2023 | Incontri e iniziative

L’Università degli Studi di Firenze, il Politecnico di Milano, l’Alma Mater Studiorum | Università di Bologna, l’Opificio delle Pietre Dure organizzano un convegno sugli esordi scientifici della disciplina del restauro.

Sulla base dell’approccio positivista alla ricerca, tipico degli anni '20 e '30 del Novecento, nacquero in quel periodo molti laboratori scientifici di restauro, tra cui ad esempio il Research Laboratory del British Museum, lo Straus Conservation Center del Fogg Art Museum di Cambridge (Mass.), il Rathgen-Forschungslabor di Berlino, il Laboratoire pour l’étude scientifique des peintures del Musée du Louvre di Parigi, il Gabinetto di pinacologia e restauro di Napoli e il Gabinetto Restauri di Firenze.

La I Conferenza Internazionale per lo studio dei metodi scientifici applicati all’esame e alla conservazione delle opere d’arte, che si tenne a Roma nel 1930, rappresenta in qualche modo il preludio della successiva Conferenza di Atene e avvia la costruzione di un nuovo atteggiamento oggettivista rispetto all’opera d’arte e al manufatto architettonico. Nello stesso periodo, una nuova cultura della ricerca scientifica applicata alle opere d’arte cominciò ad affermarsi in Europa e negli Stati Uniti. In Italia, tale processo ebbe ripercussioni sul piano istituzionale culminando nel 1939, quando fu fondato a Roma l’Istituto Centrale per il Restauro sotto la direzione di Cesare Brandi, in una logica di centralizzazione (e diminuzione) di tutti i laboratori analoghi presenti nella penisola. Si aggiunga che questi erano anche gli anni dell’indagine internazionale sulla formazione dei restauratori, gli anni del convegno dei Soprintendenti del 1933 e dell’introduzione della legislazione nazionale italiana sulla tutela, che avrebbe consentito il definitivo superamento di quella degli Stati preunitari. Le diversificate azioni portate avanti nell’ambito della conservazione del patrimonio storico e artistico italiano, a partire dagli anni Trenta e i singoli personaggi che ne hanno declinato i concetti di tutela, hanno plasmato le radici della cultura italiana del restauro.

ABSTRACT

Per partecipare al convegno è necessario inviare un abstract preliminare (italiano, francese o inglese) sufficientemente esaustivo con indicazione degli scopi, metodologia e risultati.

L’abstract (max 2000 battute spazi compresi) dovrà contenere: titolo, nome dell’autore/i, struttura/ente di appartenenza, e-mail, da 3 a 5 parole chiave, e il “codice” identificativo del contributo (indicare il numero inerente al nucleo tematico).

Il nome e i dati di contatto di tutti gli autori devono essere presentati insieme all’abstract.

Gli abstract e i contributi devono seguire i modelli forniti dall’organizzazione del convegno, disponibili sul sito https://www.dida.unifi.it/p882.html.

L’abstract dovrà essere inviato entro il 9 luglio 2023 in formato PDF a gabinettiscientifici@dida.unifi.it.

Il file dovrà essere nominato come segue: Cognome del relatore, iniziale nome_numero nucleo tematico (1,2, 3...). Esempio: RossiA_2.pdf.

CALENDARIO

9 luglio 2023

raccolta abstracts (2000 caratteri spazi inclusi)

17 luglio 2023

comunicazione delle proposte selezionate

10 settembre 2023

invio saggi (max 12000 caratteri spazi, note e legende incluse)

20 settembre 2023

notifica all’autore dell’esito della revisione

30 settembre 2023

invio saggi definitivi

Dicembre 2023

stampa atti