Il patrimonio culturale è da sempre soggetto a rischi ambientali e antropici. Le minacce naturali frutto di processi graduali e cumulativi, di eventi improvvisi e catastrofici (terremoti, inondazioni, incendi) e dei recenti e repentini cambiamenti climatici si sommano quelle prodotte dalle attività umane (usi impropri, incuria, guerre e vandalismo) determinando l’irreparabile perdita di quei valori materiali e immateriali che rendono unico un bene. Il gruppo, che si occupa dello studio del patrimonio culturale e ambientale a tutte le scale (da quella territoriale a quella urbana e del singolo manufatto, compresi beni e siti archeologici), è coinvolto in progetti nazionali e internazionali finalizzati alla riduzione e gestione del rischio. Esso collabora da tempo con istituzioni locali ed Enti nazionali e internazionali che si occupano della gestione e della tutela del patrimonio culturale e ambientale per la definizione di metodologie e strumenti utili a migliorarne la resilienza (piani di conservazione preventiva e programmata; “Carta del rischio”).